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La Procura ha sequestrato metà cartellino del giocatore Di Gennaro del Gallipoli

Dopo la richiesta di fallimento ora scatta il sequestro. La Procura di Lecce nelle scorse ore ha emesso un decreto di sequestro preventivo del 50 per cento del cartellino dell’ex bomber del Gallipoli Francesco Di Gennaro. Il provvedimento, che porta la firma del pubblico ministero Stefania Mininni, s’inserisce nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria riguardante il tracollo economico della società sportiva della città jonica e che porterà a processo a settembre il patron Daniele D’Odorico ed il socio Christoph Concina imputati con l’accusa di truffa.

Gli inquirenti hanno aggredito solo il 50 per cento delle quote perché il calciatore è in comproprietà con l’Hellas Verona, dove l’atleta milita da gennaio e dove ritroverà proprio il suo allenatore nei giallorossi, Giuseppe Giannini, che ha da poco firmato per il club veneto. Con una società sull’orlo del fallimento, per gli scaligeri acquistare il cartellino di Di Gennaro sarebbe un gioco da ragazzi, ma soprattutto molto conveniente poiché richiederebbe una spesa minima. Le finanze disastrate del Gallipoli, infatti, non consentirebbero alla società salentina di presentare una controfferta. Il che rischierebbe di far restare a bocca asciutta tutti i creditori del club giallorosso, che fino al 30 aprile scorso avrebbe accumulato debiti per oltre cinque milioni di euro. Un ammanco talmente grande da spingere la Procura ad avanzare al giudice civile una richiesta di fallimento.

Questi sarebbero i numerosi risvolti della presunta truffa ravvisata dagli inquirenti nel contratto di compravendita del Gallipoli calcio che vedrebbe come parti lese l’ex patron Vincenzo Barba e suo nipote Antonio. Il contratto venne siglato l’11 agosto scorso: l’attuale presidente si impegnava a versare ai Barba 3 milioni, 115mila e 520 euro. Che gli ex titolari asseriscono di non aver ricevuto. Ma non solo, ci sarebbe infatti una vicenda di tipo patrimoniale di cui i Barba non sarebbero stati edotti dall’imprenditore. E cioè quella di aver taciuto la circostanza di avere due iscrizioni ipotecarie su altrettanti immobili, una risalente al 2005 ed una al 2009.

Ma neanche i termini contrattuali relativi al pagamento sarebbero stati onorati. Come quello del 15 settembre scorso, data entro la quale D’Odorico avrebbe dovuto depositare una garanzia fideiussoria. I Barba lamentano anche di non aver ricevuto ben due pagamenti rateali: un primo di 500 mila euro, che doveva essere estinto entro il 30 settembre scorso, ed un secondo di un milione di euro, con scadenza prevista per il 30 dicembre 2009.

Categoria: CalcioSport

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